NO alla mirabilandia parmigiana.
In una puntata dei Simpson, i cittadini di Springfield si ritrovano con milioni di dollari nelle casse del Comune a loro completa disposizione. Arriva un imbonitore che li convince a spenderli per costruire un’inutilissima monorotaia. Alla fine, Homer riesce a evitare l’apocalisse della città per un pelo. E’ questo che viene in mente quando il Comitato Stop Metro e i cittadini che hanno richiesto il referendum abrogativo (primo fra tutti l’avvocato Arrigo Allegri) parlano dell’arrivo della metropolitana leggera a Parma. “Progetto megalomane e inutile, da Mirabilandia, salasso per i residenti, regalo ai potenti della città”. Con linguaggio più burocratico, tutte le obiezioni che si sono rafforzate dopo l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) sono state messe nero su bianco e inviate al ministro dell’Economia Tremonti, al ministro dei Trasporti Mattioli, alla Corte dei conti e relativa procura nonché al Cipe e al presidente della Regione Emilia Romagna. Un ultimo tentativo di bloccare il bloccabile prima che le ruspe inizino a scavare.
Parte dei fondi statali che vanno a coprire il 69% dei costi di realizzazione (stimati a circa 307 milioni di euro, di cui 172 è il primo finanziamento a carico dello stato, mentre 97 milioni è l'importo a carico del Comune oltre al costo del materiale rotabile) sono già stati erogati, ma anche che il vicesindaco Paolo Buzzi ha ammesso che la non rosea situazione finanziaria nazionale potrebbe ricadere proprio sugli stanziamenti per la metro. E’ quindi possibile che la missiva non rimanga lettera morta tra mille scartoffie burocratiche. Per maggior sicurezza, comunque, il comitato approfitterà della visita di Mattioli a Parma il prossimo 10 gennaio per assicurarsi che gli arrivi in mano.
L’oggetto del documento è chiaro: “Revoca del finanziamento statale e dell’approvazione del progetto da parte del Cipe. Segnalazione di dati di utenza irreali alla base del progetto approvato”. La prima importante obiezione è sulle stime degli utenti della metro: il Cipe ha approvato un progetto per 24 milioni di biglietti staccati all'anno, numero ben ridimensionato da studi commissionati dall’opposizione in consiglio comunale: arriverebbero al massimo a 7 milioni e 200mila, ossia il numero di spostamenti lungo l’asse Nord-Sud coperto dalla linea A della metropolitana.












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