Da unita.it
"Forza, forza". Quelli della protezione civile spronano gli operai, che hanno ancora mezza giornata di tempo per finire di costruire un paese. Turni da dodici ore di lavoro – dall’alba finché c’è luce – per allacciare i tubi dell’acqua, finire di asfaltare le strade, piantare il biancospino, l’alloro, l’acero. Oggi alle 15 arriverà Berlusconi e con lui le telecamere «e tutto dev’essere perfetto». Questo l’ordine.
Sembra una scena del Truman show, ma è impossibile negare la giovialità e la speranza che infondono le nuove casette, 94 abitazioni raggruppate in 47 bifamiliari di varie metrature, 40 mq per chi vive solo, quasi il doppio (con tre camere) per le famiglie più numerose. Qui stanotte dormiranno 200 abruzzesi, quelli di Onna, che era un paese vero e non c’è più: resta un cumulo di pietre, appena di là dalla strada e una lapide struggente che elenca 41 nomi.
Arrivano i mobili dall’Emilia, il via vai di camion e mezzi da lavoro è incessante. Quello che oggi il presidente del Consiglio venderà come un miracolo del governo, del suo governo e della sua Protezione civile è in realtà un lavoro ideato e concluso dai laboriosi trentini e finanziato in parte dalla stessa provincia autonoma e in parte (maggiore) dalla Croce Rossa. Queste infatti non sono le abitazioni del progetto C.A.S.E, quello «ufficiale» che dovrà riaccasare gli sfollati e che viene sovrinteso – come tutto il resto – da Guido Bertolaso.
Saranno invece consegnate le villette antisismiche con anima in legno e strato di coibentazione che gli italiani hanno già visto in tv dieci giorni fa, quando venne in visita il presidente della Repubblica. Questi Map (moduli abitativi provvisori) sono progettati dal Cnr di San Michele all’Adige: il Giappone ha già sperimentato la sapienza dei ricercatori trentini, anche su edifici di sette piani. «Avevamo bisogno di un mese in più per controllare bene tutti gli impianti e non rischiare di fare errori, ma ci hanno obbligato a finire tutto entro il 15 settembre. I materiali sono arrivati il 20 agosto...». Quindi tutto è stato edificato in meno di un mese. E la fretta di cui parla il geometra del Comune dell’Aquila, Renzo Parisse, che in quella lapide indica il nome del padre e dei due nipoti – figli del fratello e nostro collega Giustino – è quella che insospettisce il presidente della provincia Stefania Pezzopane: «Questa consegna non diventi uno spettacolo mediatico». Le case servivano subito, per distrarre l’opinione pubblica in un momento di grande difficoltà del premier.


















Arriva silvio e il set deve essere pronto.. Nice :)
Scritto da: colornoprc.typepad.com | 18 aprile 2011 a 08:59
Arriva silvio e il set deve essere pronto.. Neat :)
Scritto da: colornoprc.typepad.com | 18 giugno 2011 a 21:58